ACCADEMIA MUSICALE VALDARNESE - FESTIVAL DI MUSICA CLASSICA

SCUOLA DI MUSICA

CANTO

 

 

                              Respirare e parlare sono meccanismi  naturali, ma quando                                      si  tratta  di  cantare   è necessario   imparare  ad    utilizzare

                                     molto bene  gli   "strumenti"   che sono a disposizione di tutti.

                                     La respirazione  utilizza il  diaframma,  i   muscoli intercostali

                                     (soprattutto  quelli delle coste mobili, le più basse)  ed  i  mu

                                    scoli   addominali, i più importanti per   il  sostegno  ed il con

                                     trollo del fiato.

                                       Per  cantare  è necessario emettere, mediante la voce, suoni

                                    ordinati per ritmo, così  da formare una melodia.

Il canto si può articolare su un testo. Se più persone cantano insieme (cantori o coristi), formano un coro. La voce umana è prodotta nella laringe dalla vibrazione delle corde vocali per effetto dell'aria espirata dai polmoni mediante occlusione della glottide. Le caratteristiche morfologiche delle corde vocali, e la conformazione fisica generano il colore del suono, chiamato timbro.

Nel canto, soprattutto lirico, la respirazione utilizza per la maggior parte i muscoli "bassi",  è quindi prevalentemente addominale.

Durante l'inspirazione il diaframma si abbassa, i muscoli intercostali, le costole e l'addome si dilatano, in questa fase il cantante rilassa completamente gola e spalle, rilascia libera la laringe, solleva il palato molle. Durante l'espirazione il diaframma risale, i muscoli intercostali e l'addome si restringono e i muscoli addominali regolano la velocità di emissione del fiato. Il cantante deve rilassare le spalle e la gola, lasciare la laringe totalmente libera di muoversi, le corde vocali devono essere ben chiuse, ed aiutandosi con labbra, lingua, palato molle e con  la proiezione dei suoni in "maschera" (ossia l'insieme dei muscoli facciali, che all'emissione deve essere rilassata, permettendo al suono di risuonare all'interno delle cavità del corpo) pronuncia il testo. I suoni possono essere emessi con diversa impostazione, termine tecnico legato ai diversi tipi di repertori ed estetiche, alla storia e alle differenti scuole vocali. Nel Sei-Settecento si sviluppa il concetto di voce impostata per far fronte alle crescenti difficoltà tecniche dei nuovi repertori essa serve ad  acquisire un controllo muscolare che consenta di produrre suoni timbricamente più omogenei (detti "rotondi"), di controllare il volume e di cantare senza sottoporre le corde vocali ad uno sforzo eccessivo (cantare "sul fiato"), che in genere si determina a causa della pressione mal indirizzata del fiato (cantare "sforzando" o "spingendo"). L'impostazione classica vede la compresenza di tecnica del fiato, dell'emissione e dell'articolazione. I dettami di queste tecniche non possono essere separati tra loro. La voce maschile è più bassa della voce femminile. Dal più acuto al più grave, nel canto classico i registri vocali sono così denominati: soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono, basso.


 

CHITARRA

 

La  chitarra è uno strumento musicale a corde, che viene suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.

Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra della tavola o piano armonico.

La chitarra ha origine non dal liuto, al contrario di quanto alcuni suppongono erroneamente, ma dalla chitarra barocca. L'accordatura più comune, nota come accordatura spagnola o accordatura standard, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi, dalla corda più acuta alla più grave.

Le chitarre possono essere suddivise innanzitutto in due categorie, a seconda del modo in cui viene amplificato il suono delle corde in vibrazione:

  • acustiche

  • elettriche

Esistono inoltre vari ibridi e sottotipi: come la chitarra folk,

la multicorde, etc..

Ruolo della chitarra in un gruppo musicale

A  seconda  del  ruolo  che  ha una chitarra in un gruppo

musicale, si può distinguere tra chitarra ritmica e chitarra

solista.

 

Chitarra ritmica

La chitarra ritmica (o chitarra di accompagnamento), specialmente nel rock, è la chitarra che si suona per accompagnare armonicamente e dare ritmo a un brano.

Molte band presentano una sola chitarra, quali Led Zeppelin, Nirvana, U2, Bon Jovi, Queen, Pink Floyd, Red Hot Chili Peppers, Blink-182 solo per citarne alcuni. Presentano (o presentavano) invece nella formazione più di una chitarra gruppi come Scorpions, Aerosmith, The Beatles, AC/DC, Guns N' Roses, Slipknot, Linkin Park, Litfiba, Avenged Sevenfold, Kiss, The Clash o The Rolling Stones e gli Iron Maiden.

 

Chitarra solista

La chitarra solista è invece la chitarra che ha la funzione di sostituire, anziché accompagnare, la voce per la durata di una strofa (il cosiddetto assolo); potendo andare oltre l'estensione vocale viene utilizzata quindi per variarne e arricchirne la melodia.

Hanno composto per chitarra importanti musicisti come Paganini (che oltre a essere violinista era un virtuoso della chitarra) Schubert, Poulenc, De Falla, Villa-Lobos, Britten, oltre naturalmente a importanti chitarristi quali Giuliani, Sor, Tarrega, Barrios.

 

Chitarra elettrica

La chitarra elettrica è un elettrofono, può essere anche indicata come un cordofono (tra i liuti a manico lungo), dove la vibrazione delle corde produce un segnale che viene prelevato all'uscita ed inviato ad un amplificatore acustico, per essere reso udibile. La chitarra elettrica può avere un corpo solido in cui il suono è totalmente amplificato da dispositivi elettronici (pickups), senza cassa di risonanza, detta solid body, oppure un corpo di tipo tradizionale con cassa armonica, semiacustica. La forma del corpo, il legno con cui è realizzato e il tipo di pick-up usato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.   Il concetto di chitarra elettrica deve  molto alle intuizioni di Lloyd Loar progettista alla Gibson e di Adolph Rickenbacker che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico). Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi. Nel 1953 Leo Fender crea la chitarra che diverrà nel tempo una pietra miliare del settore e più in generale della musica rock/blues: la Stratocaster. L'unica chitarra che ha potuto "competere" in termini di importanza e notorietà è la Gibson Les Paul, che debuttò nel 1952 come la risposta di Gibson, che a tal fine aveva assunto Les Paul nel suo team di progettazione, alla Fender Telecaster. Lo strumento è rimasto sostanzialmente immutato rispetto alle intuizioni di Leo Fender e Les Paul; lo sviluppo attuale verte principalmente sull'acquisizione e manipolazione del suono da parte dei pick-up. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato, etc. Le chitarre Fender, principalmente i modelli Stratocaster e Telecaster, sono utilizzate praticamente in ogni stile, dal surf anni cinquanta, al country, al blues, al classico rock anni sessanta e all'heavy metal, come Dave Murray. Molti chitarristi, come Jimi Hendrix, Eric Clapton o Kohn Mayer hanno utilizzato o utilizzano chitarre Fender, per lo più Stratocaster. Sia di Mayer che di Clapton sono in vendita copie delle chitarre da loro usate (Stratocaster) su cui è stampata la loro firma.

 

Quando comiciare

Si può imparare a suonare la chitarra anche in giovanissima età (5-6 anni) poiché esistono sul mercato strumenti dimensionati per bambini di questa età (chitarre da 1/8 o da 1/4)

 

ORGANO

 

                                              L’ organo   è  uno   strumento   di   origine   antichissima.

                                           L'  invenzione  dell' organo a   canne viene tradizionalme

                                           nte  ricondotta  a  Ctesibio  di  Alessandria, vissuto nel III

                                           secolo  a.C.    L'  aria   compressa   da   pompe    faceva

                                           scendere  il  livello  dell' acqua   contenuta in una campa

                                           na di  bronzo  o  di  rame immersa in un tino così l'acqua

                                           spingeva   l' aria   verso  le  canne,  facendole   suonare.

                                           Ma  è  grazie  ai romani che noi oggi  abbiamo  l'organo.

Con la conquista del territorio ellenico (146 a.C.), intuiscono l’importanza dello strumento e lo importano a Roma facendone grandissimo uso in teatri e circhi. Già anticamente il  complesso sistema idraulico di alimentazione viene sostituito con dei mantici. L’organo veniva Impiegato nella civiltà romana e nell'area bizantina per celebrare festività pubbliche, ma nel 757 l'imperatore di Bisanzio, Costantino Copronimo, donò un organo a Pipino il Breve, da allora iniziò la rapida diffusione dello strumento nei luoghi di culto cristiani e nella liturgia. Nel medioevo l’organo, divenne lo strumento liturgico per eccellenza ti trattava di uno strumento di piccola estensione, con una sola serie di canne, la cui tastiera era costituita da leve. Nei sec. X e XI la tastiera assunse una forma simile a quella odierna. Evoluzioni fondamentali seguirono negli anni XIV e XV con l'introduzione della pedaliera e la "riscoperta" della possibilità di dividere le sonorità attraverso il criterio del registro. Parallelamente all'evoluzione strutturale dell'organo si sviluppa la letteratura musicale con autori quali Andrea e Giovanni Gabrieli, Girolamo Frascobaldi, Johann Sebastian Bach, César Franck, Max Reger, Franz Liszt,e in misura minore rispetto a quelli citati  anche Mozart, Brahms, Haydn e Mendelssohn-Bartholdy. Nell’Ottocento si cercò di costruire organo in grado di produrre sonorità orchestrali  introducendo  nuovi registri e la  cassa espressiva. Nella seconda metà dell’Ottocento fu introdotta la trasmissione elettrica dalla tastiera al somiere, e per l’alimentazione dell’aria si adottarono ventilatori azionati da un motore elettrico.

COMPONENTI

Le CANNE  sono l'elemento che produce il suono dell'organo, generalmente in metallo e legno, sono di varia lunghezza e larghezza per produrre tutta la gamma di suoni e timbri. Il numero delle canne può arrivare a diverse migliaia. Le canne si distinguono inoltre in base al modo con cui viene prodotto il suono in canne ad ancia ed  ad anima (queste ultime chiamate anche labiali).

Il SOMIERE è una cassa  destinata a distribuire l'aria prodotta dal mantice alle canne, disposte sopra la suddetta cassa, a mezzo di opportuni sistemi di passaggio dell'aria comandati dall'organista. Esso comprime e distribuisce alle canne l’aria prodotta dai mantici.

I MANTICI  hanno la funzione di semplici serbatoi di supporto al motore e di stabilizzatori di pressione, ma nei tempi antichi erano una delle parti dell'organo più curata in quanto l'unica fonte di produzione dell’aria. I mantici mantengono la pressione costante dell'aria all'interno dei somieri.

CONSOLLE Per consolle si intende il luogo di "comando" dello strumento da parte dell'organista: è l'insieme dei manuali, dei pedali, delle staffe, dei comandi di registro, di unione e di cancellazione a disposizione sullo strumento.

I REGISTRI sono una serie di pomelli o pulsanti azionando i quali l’organista sceglie gruppi di canne , corrispondenti a timbri diversi. L'insieme dei registri di un organo, riferito alla loro appartenenza rispetto alle varie tastiere e alla pedaliera, si chiama disposizione fonica. Spesso i registri fanno suonare contemporaneamente più canne di altezza diversa.

La PEDALIERA è formata da aste di legno lunghe per i tasti diatonici e corte per quelli cromatici, come per le tastiere; attraverso la pedaliera, suonata con i piedi con una particolare tecnica, si producono i suoni più gravi.

Le STAFFE si trovano generalmente sopra la pedaliera al centro della consolle (la parte dello strumento che ospita le tastiere, i registri e la pedaliera). Si azionano con i piedi e servono a controllare l’intensità del suono prodotto.

 

 

PERCUSSIONI

 

 

Lo strumento a percussione è uno strumento musicale che suona quando   percosso,   in  vari  modi,   con  le   mani o    con  bacchette.

La principale classificazione degli strumenti a percussione li divide in due insiemi; quelli a suono determinato, in grado di emettere note di altezza definita (ad esempio vibrafono o timpani), e quelli a suono indeterminato, che producono suoni definibili come "acuti" o "gravi", ma di altezza non misurabile con precisione (ad esempio la batteria). Gli strumenti a percussione seguono inoltre una classificazione   secondo    categorie di appartenenza, o per tipologia:

                                                                I membranofoni (es. tamburo)  emettono il suo

                                                            no per mezzo della vibrazione di una membra

                                                            na tesa.

                                                            Gli  idiofoni  (es. triangolo)  emettono  il  suono

                                                            per vibrazione  del corpo dello strumento stes

                                                            so.

                                                                Nell' orchestra  gli  strumenti  più   usati sono i

                                                            timpani  ed  i  piatti,  mentre  nella  musica mo

derna è la batteria.

La batteria è uno strumento musicale composto da piatti,tamburi,  e altri strumenti a percussione disposti in modo tale che possano essere suonati da un solo musicista.

I tamburi che compongono una batteria sono: la cassa (comandata generalmente dal piede destro), il rullante, uno o più tom tom (detti più semplicemente "tom") e uno o più floor tom (chiamati "timpani",    pur   diversi    da   quelli     dell'orchestra       sinfonica.

Le origini dello strumento risalgono alla seconda metà del XIX secolo, negli Stati Uniti, sebbene i tamburi singoli abbiano radici ben più antiche.

Il suono del tamburo dipende dallo spessore e dalla lunghezza del fusto, nonché dal materiale con cui è realizzato.

La batteria è uno strumento musicale altamente configurabile e personalizzabile perché è composto appunto da una batteria di tamburi tutti innestabili e intercambiabili. I batteristi solitamente suonano con le bacchette, ma possono usare anche strumenti diversi come le spazzole, le mani, etc..

La batteria fa le sue prime apparizioni in Italia dagli anni trenta. Ma è specialmente nel dopoguerra con le grandi band americane e batteristi come Gene Krupa e Buddy Rich, che la batteria viene riconosciuta anche in Italia come strumento singolo, indispensabile nella      musica      commerciale   e   degno  di     studi      accademici.

Da alcuni anni in Italia si sono aperti, nei Conservatori, corsi di jazz di I e II livello (con vero e proprio diploma di conservatorio) nei quali è previsto lo studio della batteria.

 

 

PIANOFORTE

 

 

Il pianoforte è uno strumento musicale a corde percosse mediante martelletti azionati da una tastiera. La tastiera è solitamente composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do, re, mi, fa, sol, la, si. I tasti neri, invece, individuano le alterazioni (note bemolli o diesis). Il pianoforte è il più diffuso strumento appartenente ai cordofoni a corde percosse. L'origine della parola pianoforte è italiana e si riferisce alla possibilità di suonare note a volumi diversi, non possibile con il clavicembalo. Anche mediante i pedali (solitamente tre), possiamo modificare l’intensità del suono. Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori, padovano alla corte fiorentina di Cosimo III de' Medici,  nel 1698, fortepiano. All'inizio del XX secolo la Steinway & Sons di New York brevettò il pianoforte con il telaio in ghisa.

Il pianoforte moderno è costituito da sei parti:

  • la cassa, la tavola armonica;

  • la struttura portante e il rivestimento esterno;

  • la tastiera;

  • la meccanica;

  • la cordiera;

  • i pedali.

Esistono diversi tipi di pianoforte, i principali sono quello orizzontale conosciuto come pianoforte a coda; questo tipo di pianoforte è denominato, a seconda della lunghezza totale, come quarto di coda, detto anche codino (145–165 cm), mezza coda (170–190 cm), tre quarti di coda (200–240 cm), gran coda da concerto (o gran coda, o coda da concerto; più di 240 cm) e quello verticale usato soprattutto per lo studio.

Il primo vero compositore per pianoforte è stato Muzio Clementi (1752-1832). Numerosi autori hanno scritto per pianoforte fra questi: W.A. Mozart, F.J. Haydn, L.van Beethoven, F. Schubert, F. Mendelssohn, R. Schumann, F. Chopin, F. Listz, J. Bramhs, M. Glinka, N.R. Korsakov, C. Debussy, M. Ravel, F.B. Busoni, etc..

Il pianoforte è impiegato come solista, in gruppi da camera, collaboratore nelle opere liriche, etc..

 

Quando cominciare

Si può imparare a suonare il pianoforte dai 6-7 anni per la complessità della lettura musicale.

 

SASSOFONO

 

                                    Il  sassofono,  o  sax,  è   uno   strumento   aerofono  ad  ancia

                                  semplice  ed   è   stato   inventato  dal   belga    Adolphe   Sax

                                 (1814-1894 )  nel  1841  e   brevettato   il   22 giugno del  1846.

                                 Per  tutta  la  vita  Sax perfezionò  strumenti a  fiato, inventando

                                 nuovi   dispositivi   e   depositando   33    brevetti.  Sax   costruì

                                 uno    strumento   che    associava   l' imboccatura   ad    ancia

                                 semplice   del   clarinetto   e   il corpo   dell'oficleide, strumento

                                 della   famiglia  degli  ottoni  di   forma  conica. Questo "ibrido",

                                 pur appartenendo  alla   famiglia dei legni, poiché, pur avendo

                                 il  corpo   di   ottone,  ha   tra   i  suoi    antenati  il   flauto   ed  il

                                 clarinetto   da   cui   ha   ereditato   la   struttura  e  permette un

                                 grande  volume  di  suono   paragonabile a  quello degli ottoni.

                                 A causa  della  sua    recente invenzione, nella musica classica

il sassofono ha una letteratura limitata ma è presente,  nelle orchestre sinfoniche (es. Il Vecchio Castello dai Quadri di un'esposizione di Mussorgskij orchestrati da Maurice Ravel nel 1922), nella musica cameristica, nelle bande e formazioni jazz. In ordine di altezza crescente gli strumenti sono questi: il sassofono subcontrabbasso , il sassofono contrabbasso ,il sassofono basso , il sassofono baritono , il sassofono tenore , il sassofono C melody , il sassofono contralto , il sassofono mezzo-soprano in fa , il sassofono soprano in si♭. Berlioz, che conosceva Sax, elogiò più volte lo strumento, così come G. Rossini e G. Spontini. Sax fu il primo insegnante di sassofono presso il Conservatorio Superiore di Parigi, dal 1857 fino alla chiusura nel 1870 dovuta alla guerra franco-prussiana. In Italia, il Conservatorio di Bologna adottò gli strumenti di Sax su consiglio di Gioachino Rossini nel 1844 e già nel 1884 nella pianta organica del Corpo di Musica Municipale di Milano. Dopo alterne e tempestose vicende, il geniale Adolphe Sax morì in miseria a Parigi nel 1894. Il sassofono è composto da cinque elementi principali: il bocchino (con ancia semplice), il collo ,il fusto, le chiavi e la campana. Negli strumenti di uso più comune (contralto, tenore e baritono) il bocchino e il collo sono separati e vengono montati sul corpo prima che lo strumento venga suonato. Corpo, chiavi e campana invece, costituiscono un corpo unico. L'ancia è una lamina sagomata di legno (ricavata dai fusti di canna comune). Negli strumenti ad ancia semplice , il suonatore comprime l'ancia tra il labbro inferiore e la superficie piana del bocchino e soffia. Il suonatore di sassofono produce il suono applicando le labbra al bocchino fissata all'estremità più sottile dello strumento. Negli ultimi anni si è diffura la produzione di imboccature in resina. Le chiavi servono per chiudere e aprire i fori presenti nel fusto dello strumento, allo scopo di variare la lunghezza della colonna d'aria in risonanza all'interno dello strumento producendo così note di diversa altezza. I sassofoni moderni hanno in media 23 piattelli premuti da nove dita del musicista: il pollice destro viene usato come punto di appoggio per assicurare l'equilibrio dello strumento. Molti compositori hanno scritto e scrivono per sax, ad es.:

  • Debussy, Claude (1862-1918) – Rapsodie (1904), per sax alto e orchestra

  • Gilson, Paul (1865-1942) – 1er Concerto (1902), 2me Concerto (1902), per sax alto e orchestra

  • Glazounov, Alexander (1865-1936) – Concerto en mi♭ (1934), per sax alto e orchestra d'archi

  • Ibert, Jacques (1890-1962) – Concertino da camera (1935), per sax alto e 11 strumenti

  •  Villa-Lobos, Heitor (1887-1959) – Fantasia, op. 630 (1948), per sax soprano e orchestra da camera

  • Italo Salizzato (1941) – Remembrance (2002), per sax tenore e orchestra

Sax alto e pianoforte

  • Desmond, Paul (1924-1977) – Take Five (1959)

  • Grovlez, Gabriel (1879-1944) – Sarabande et allegro

  • Hindemith, Paul (1895-1963) – Sonate (1943)

  • Schulhoff, Erwin (1894-1942) – Hot-Sonate (1930)

VIOLA

 

 

                                    La   viola  è  uno  strumento  a   corde,  intermedio  tra il violino

                                    e il violoncello;   storicamente è probabile che questi strumenti

                                 siano nati  unitariamente,   a metà del 1500. Lo strumento è più

                                    grande  del  violino  di  circa  il  15-20%  e, non  ha  una  taglia

                                  standard. Ha quattro corde accordate  per  quinte,  una quinta

                                 sotto il violino e un'ottava sopra il violoncello. La chiave musica

                                    le  di  lettura più utilizzata è quella di contralto. Il musicista che

                                   suona  la  viola  è  detto  violista.  La   viola  è  impiegata come 

                                    strumento  solistico ,  in  orchestra,  nel  quartetto  d'archi  e  in

                                   formazioni  cameristiche.  Meno comune  nella musica leggera

,                                nel rock o nel jazz.  Gli  strumenti  di  grandi  dimensioni (oltre i

                                    42–43 cm)  sono  piuttosto  scomodi da suonare, mentre quelli

                                    più  piccoli  di  solito non hanno sufficiente profondità di suono

                                  nel registro grave così  i liutai  costruiscono  strumenti  di varie

misure cercando un compromesso tra le caratteristiche sonore dello strumento e la comodità esecutiva.. Nel febbraio del 1959 l'Associazione nazionale Liuteria Artistica Italiana ha eseguito un sondaggio, chiedendo a musicisti, professori, liutai e compositori quali fossero le dimensioni di viola preferite, la maggioranza era  favorevole ad una dimensione minima di 42 cm. L'arco da viola è analogo a quello da violino ma di maggiore peso, ed è  realizzato con il legno di pernambuco. I principali protagonisti dell'evoluzione tecnica dell'arco dai modelli barocchi a quelli moderni sono gli artigiani francesi. Essendo la viola accordata un'ottava sopra il violoncello, risulta abbastanza semplice trascrivere musica del repertorio violoncellistico un'ottava sopra,  oppure trascrivere la musica per violino una quinta sotto. Con il classicismo viennese si ha una visione rinnovata della musica da camera che porta una rivalutazione del ruolo della viola. Quindi anche W. A. Mozart prediligeva la viola e amava suonarla ed ha contribuito in maniera significativa a riqualificarne il ruolo musicale. Una delle più importanti composizioni concertanti per viola di questo periodo è la sua sinfonia concertante per violino, viola e orchestra. Anche Beethoven che da giovane ha suonato la viola per tre anni, dal 1789, nelle due orchestre di Bonn, sfrutta le sonorità della viola nella sua musica da camera. Niccolò Paganini svilupperà  un forte interesse per la viola e tra il 1832 e il 1834 la suonerà molto spesso, sia in formazioni cameristiche   sia come strumento solistico. Tra i più grandi violisti del XIX secolo vi è Alessandro Rolla, che oltre ad essere un famoso violinista era anche un virtuoso violista. Compositori come Brahms, Dvořák e Wagner riservano alla viola un ruolo non secondario nell'orchestrazione. Nella musica di Richard Strauss la tecnica richiesta alle viole non è inferiore a quella dei violini e degli altri strumenti. All'inizio del Novecento è fiorito un nuovo interesse per la viola come strumento solistico, sostenuto dal successo di violisti di fama, soprattutto Lionel Tertis, Maurice Vieux, Paul Hindemith, Lillian Fuchs e William Primrose. La viola è impiegata da Claude Debussy nella sua sonata per flauto, viola e arpa, che ha ispirato in seguito altre composizioni analoghe. Nino Rota ha scritto due sonate per viola (in sol maggiore e do maggiore) e un intermezzo per viola e pianoforte[S 15]. Una composizione di primo piano del repertorio cameristico è la sonata per viola e pianoforte di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1975. La viola è impiegata nella musica tradizionale, sebbene in misura minore rispetto al violino. Anche nella musica per il cinema la viola ha avuto posto come solista, ed è uno dei tratti distintivi impiegati da Ennio Morricone in varie colonne sonore, come in Romeo e Giulietta, Mosè, I promessi sposi e Marco Polo.

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VIOLINO

 

                                                                 

                                Il violino è uno strumento musicale della                                                            famiglia   degli  archi ,  dotato  di quattro corde

                                                           intonate   ad   intervalli di  quinta  ed è suonato

                                                           con  l'archetto.  Il  più  noto  violinista  di   tutti i

                                                           tempi fu un italiano,  Niccolò Paganini,  nato   a

                                                           Genova  nel  1782  e  morto  a  Nizza nel 1840.

                                                           Anche  molti  tra  i liutai più    famosi ed apprez

                                                           zati  del   mondo  sono  italiani: tra questi, Anto

ni Stradivari, ed inoltre le storiche dinastie degli Amati, e dei Guarneri. Il violino è costituito dalla cassa armonica e dal manico,  tutte le parti sono in legno. La cassa armonica dello strumento, di lunghezza standard di 35,6 cm (tra i 34,9 ed i 36,2 cm), di forma curva e complessa (ricorda abbastanza la forma del numero 8) è costituita da una tavola armonica (detta anche piano armonico), di abete rosso. L'archetto, o arco, è costituito da un'asticella di legno molto elastico, modellato e curvato a fuoco, ai cui estremi viene agganciato, un fascio di crini di cavallo maschio. Un violino di dimensioni standard è denominato intero o 4/4. I bambini che suonano il violino utilizzano strumenti di dimensioni ridotte,  fino al sedicesimo. L'arco si impugna con la mano destra e viene fatto scorrere perpendicolarmente alle corde mettendo in vibrazione la corda prescelta. Nel jazz e nella musica folk sono spesso impiegati violini con cinque o più corde. Le fonti più antiche riguardanti il violino ci permettono di far risalire la sua nascita all'inizio del XVI secolo. All'inizio della sua storia, durante la seconda metà del XVI secolo, il violino era utilizzato non come strumento indipendente, ma come componente della famiglia delle viole da braccio. . Nella seconda metà del secolo XVII, la scrittura per trova la sua massima espressione in Arcangelo Corelli. Tra i più importanti compositori di sonate in stile italiano, ricordiamo Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni. Georg Friedrich Händel nel '700. Compongono poi per violino autori come di Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Robert Schumann, Johannes Brahms, César Franck, Edvard Grieg, Gabriel Fauré, Claude Debussy, Sergej Sergeevič Prokof'ev, Maurice Ravel, Béla Bartók, Ernest Bloch, Bruno Maderna, Luciano Berio, Pierre Boulez, John Cage, Steve Reich, Giacinto Scelsi.

Il violino è quindi uno strumento che si può suonare come solista ed in orchestre, in quest’ultime è fondamentale e fra i più rappresentati. Solitamente sono presenti due sezioni per orchestra, primi e secondi violini. Nel quartetto d'archi sono presenti primo e secondo violino, una viola ed un violoncello.

 

Quando cominciare

Si può imparare a suonare il violino dopo i 6 anni.

 

 

VIOLONCELLO

 

                             

                                           Il violoncello  è uno  strumento del gruppo dei cordofoni          

                                   a   corde  sfregate,  appartenente  alla  famiglia  degl   i archi,

                                   è   dotato  di  quattro  corde,  accordate ad intervalli di quinta,

                                   sottofamiglia  dei violini, a differenza della famiglia delle viole,

                                   accordate  per quarta e per terza.

                                   Si   suona   da   seduti   tenendo   lo   strumento tra le gambe,

                                   poggiato su un puntale e sfregando l'archetto.

I precursori del violoncello compaiono nel XVI secolo e discendono principalmente dalla famiglia delle viole da braccio. Grandi liutai come Andrea Amati e Gasparo da Salò iniziano a sperimentare uno strumento simile al violino nell'aspetto, ma che svolgesse la parte del basso. Furono così sviluppati molti strumenti che possiamo chiamare con il nome generico di basso di viola. La prima comparsa nella musica stampata di questo strumento è nell'Orfero di Claudio Monteverdi (1609). La versione definitiva del violoncello è realizzata da Antonio Stradivari verso il 1700 e la prima apparizione nella musica stampata è di Giulio Cesare Arresti (1665). Questo violoncello è ancora quello barocco, tuttora utilizzato. Nel XIX secolo nei violoncelli compare il puntale. Tra i compositori che più contribuirono allo svilluppo del violoncello solista si annoverano Domenico Gabrielli, J. Sebastian Bach, F.J.Haydn, Ludwig van Beethoven, Robert Schumann, Edward Elgar, Gabriel Fauré, Camille Saint-Saëns, Claude Debussy, Zoltán Kodály, Benjamin Britten, Antonín Dvořák, Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, ecc. Durante il Romanticismo il violoncello entra nel quartetto d'archi e quindi diviene uno dei più importanti e conosciuti strumenti musicali. I violoncelli sono un elemento fonfamentale della musica sinfonica e di solito un'orchestra contiene fra gli otto ed i dodici elementi. Oggi il violoncello è utilizzato anche nella musica pop e rock.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

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Martedì dalle 14,30 alle 16,30

 

Mercoledì dalle 16,00 alle 18,00

Venerdì dalle 16,00 alle 18,00

 

 

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